Il Contratto di Fiume è uno strumento di programmazione territoriale su base volontaria, riconosciuto e regolato dalle istituzioni nazionali ed europee, che nasce per consentire, ad una pluralità di soggetti portatori di interesse, l’adozione di un sistema di regole condivise,  basate su criteri di sostenibilità ambientale, pubblica utilità, rendimento economico e valore sociale, volte ad individuare  soluzioni efficaci per la salvaguardia del fiume e dell’intero bacino idrografico, attraverso l’applicazione di interventi di protezione e tutela degli ambienti naturali, di tutela delle acque, di difesa del suolo, di protezione dal rischio idraulico e di tutela delle bellezze naturali.

Estratto dal manifesto d’intenti:

• I Contratti di Fiume costituiscono uno strumento di programmazione strategica integrata per la pianificazione e gestione dei territori fluviali, in grado di promuovere la riqualificazione ambientale e paesaggistica attraverso azioni di prevenzione, mitigazione e monitoraggio delle emergenze idrogeologiche, inquinologiche e paesaggistico/naturalistiche. Inoltre la necessità di utilizzare strumenti come i Contratti di Fiume è amplificata in questi territori da una elevata fragilità idrogeologica;

• il Contratto di Fiume intende mettere insieme i diversi attori del territorio: Autorità di Bacino, Regione, Province, Comuni, abitanti, portatori di interessi, in un patto per la rinascita del bacino idrografico, richiamando le Istituzioni ed i privati ad una visione non settoriale, ma integrata di chi percepisce il fiume come ambiente di vita (Convenzione europea del paesaggio – 2000) dunque come un bene comune da gestire in forme collettive;

• la necessità di avviare il Contratto di Fiume del bacino del Sacco è amplificata dalla fragilità del territorio, che si manifesta periodicamente in occasione dei fenomeni più estremi, in conseguenza anche dei cambiamenti climatici in atto e dei livelli di occupazione ed impermeabilizzazione dei suoli con l’intento di risarcire il territorio , in termini di salute pubblica, di comunicazione territoriale, di qualità della vita, di sviluppo sostenibile per poter finalmente innescare un percorso virtuoso di rilancio economico.

La proposta di dare avvio ad un processo partecipato di gestione ecologica del fiume, fino a giungere ad  un Contratto di Fiume per il Sacco,  nasce nel 2015 con un convegno  promosso da Legambiente e con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Anagni. 

Dall’iniziativa di  un primo nucleo di proponenti, e con l’essenziale contributo delle associazioni di cittadini, si è giunti alla sottoscrizione del manifesto d’intenti,  firmato nel maggio 2107 .

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